martedì 29 novembre 2011

LE EMOZIONI SONO TROPPO FORTI...LA GIOIA E' IMMENSA....

Palermo 27 novembre 2011
24 Ore del Sole
Gara podistica individuale su pista, corsa allo stadio di atletica "Vito Schifani" di Palermo, domenica 27 novembre 2011 

Le emozioni sono troppo forti, la gioia è immensa, così come l’incredulità per quanto realizzato a Palermo. Rossella fatica a descrivere il vulcano emotivo che le si è attivato domenica mattina, al traguardo di un’impresa ai limiti. L’idea della gara è nata circa un mese fa, o meglio, era nel “magazzino dei desideri” da molto tempo, usciva come battuta, ma nulla di serio, fino a metà ottobre, quando, visto che lo stato di forma lo permetteva, si è concessa questa iscrizione. Un gioco, una piccola sfida, in fondo nulla di importante perché in questo anno aveva già ampiamente dimostrato la sua tenacia e la sua resistenza alle distanze immense. Partecipare era già un successo e invece no, non l’ha affrontata solo per partecipare ma per dare ancora una volta il meglio di se stessa. Ecco come la racconta.
Rossella, come ti si è acceso il desiderio di una gara così lunga? “Semplice, dopo la 100 km del Passatore e le due 12 ore, volevo provare la 24 ore per capire quali sono le distanze più adatte a me e quelle che più mi divertono”.
Credevi realmente di  percorrere tutti questi km? “Volevo arrivare a 185 km che sono i 100 del Passatore e gli anni di mia nonna. Ho tolto un po’ di anni alla nonna e mi sa che devo riprovarci. Così la faccio troppo giovane, non va bene, non è contenta”.
Lo sai che hai corso 4 maratone? O meglio, lo sai che ti mancavano solo 325 metri per dire di aver corso 4 maratone? “Noo! questa non l’avevo pensata. Non potevi dirmelo prima? Solo 325 metri?” Sì solo 325 metri su 168,455 Km.
Come si corre per 24 ore? “Devi andare sempre come se fossi in riserva, consumare poco, non devi arrivare strisciante al traguardo, devi arrivare bene aumentando progressivamente e lanciarti poi nell’ultima ora e negli ultimi 11 minuti finali. Non devi mai contare i giri, basta lasciar andare le gambe al loro ritmo regolare. Senza fretta e senza troppa stanchezza arrivi al traguardo”.
A parole sembra facile ” E’ facile, se sogni che puoi arrivare, è già finita, lo puoi fare senza difficoltà. Al primo giro di pista vedi già la fine. In pista non sei mai da sola, ad ogni giro trovi qualcuno che ti incoraggia, che ti incita e senti di poter correre in modo leggero, giro dopo giro”. 
Come ti sei preparata, più preparazione fisica o mentale? “La preparazione fisica, questa volta è stata minima, anzi inesistente. Qualche allenamento sul tapis roulant a casa e le gare brevi con voi del gruppo. La preparazione mentale è statala più importante”.
Lo spieghi meglio? “Sì, ho vissuto questa prova come una cosa facile, pienamente alla mia portata. L’ho affrontata con l’idea che correre per 24 ore è più semplice di molti ostacoli della vita e di molte difficoltà di ogni giorno. Nessuna ossessione da prestazione, solo la libertà di lasciar correre le gambe”. 
A cosa pensavi durante quelle ore? “Ascoltavo le parole di Accorsi e il mio corpo. Accorsi, che è sempre un numero uno, dice di domandarsi ad ogni giro come si sta e se si sta bene di rallentare un pochino”.
Fermate obbligatorie? “Quattro fisiologiche e altre fisiche per cerottare la gamba, tutto il resto di corsa”.
Ci sono stati i momenti difficili? “No questa volta no, almeno in gara. Il momento più difficile è stato muovere le gambe per scendere la scaletta dell’aereo all’aeroporto di Orio. Non si muovevano più, o almeno così mi sembrava”.
Il momento più bello?”L’ultima ora e in particolare gli ultimi undici minuti, dieci con la bandierina in mano e ancora 60” dopo lo sparo per l’ultimo slancio. Una gioia immensa. Poi quella bandierina con il pettorale per terra e le braccia alzate al cielo. Indimenticabile, grande”.
I tuoi segreti alimentari del pre-gara? “La sera precedente una gara lunghissima, prendo sempre una pizza con bresaola, rucola e grana con acqua frizzante e meringata. Per ora mi hanno sempre portato fortuna, ormai sono un piccolo rito”.
I segreti alimentari della gara? “La mia integrazione alimentare è molto semplice, comincio con tre fette biscottate alla nutella e ogni tre ore, tre fette, sempre con nutella, ma la nutella deve essere nutella vera, quella originale”.
Cosa dice il tuo corpo dopo 24 ore di corsa? “Lo posso dire? Che ha voglia di ricominciare a correre”.
BY Stefano Beltrami.
Nona assoluta, davanti a moltissimi maschi, che effetto ti fa questo risultato? “Nessuno, per me i partecipanti sono stati tutti bravi”.
Rossella, come si fa a restare esteticamente belli dopo sforzi fisici di queste proporzioni? “Bisogna ascoltare se stessi e non esagerare troppo. Poi si può aiutare il viso con latte detergente al mattino, seguito da lozione tonica per preparare la pelle a ricevere la crema e poi crema adeguata all’età con effetto protettivo per 24 ore”.
Che effetto ti ha fatto questo podio? “Bellissimo: ero di fianco ad una donna mitica, proprio di fianco, vicinissima. Lei è una grande campionessa, è veramente brava. Io ho ancora molta strada da fare. Non so se riesco a dire quanto è stato bello”.
Rossi, ti fidi di quello che scrivo o lo vuoi leggere prima? “Mi fido, ma ti chiedo di non esagerare, di raccontarla come se fosse una cosa normale e basta, perché l’ho vissuta così e poi ringrazia gli organizzatori, sono stati fantastici”.
Rossi, io ci provo, ma fidati, non è proprio normale (nel senso statistico) quello che hai fatto, secondo me/noi sei stata super brava.
Ti abbraccio a nome di tutti e tutti insieme tifiamo per il tuo sogno. 
Grande Rossi.
E soprattutto, grazie. 
(Intervista curata da Tarcisio Sartori)

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