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| Gilberti 1°cat Si è corsa stamane la prima edizione del cross di Vallecamonica. Tanti gli atleti di ottimo calibro presenti ad onorare questa mattina di sport. Bella la logistica immersa nel verde del parco Telematico Naquane al cospetto della signora Concarena e Pizzo Badile. Quattro gli atleti del Cazzago ad onorare questa edizione. Buoni i loro tempi. Da segnalare il primo posto di categoria del nostro super coach Gilberti!!! Ecco i loro tempi qui di seguito: GILBERTI PIERANGELO 24:10 PANSI TOMASO 25:55 ALDI GIOVANNI 26:10 RAMPINELLI ALBERTO 28:34 Classifiche generali |
domenica 24 febbraio 2019
CROSS DI VALLECAMONICA 1° TROFEO GRAFITI
NAPOLI CITY HALF MARATHON
Trasferta Partenopea per tre atleti della Running Cazzago che si sono
egregiamente espressi nella mezza maratona di Napoli!!!
Complimenti!
BONETTI TOMASO 01:28:17
CORSINI GIACOMO 01:37:22
CAVALLERI EMANUELA 02:06:38
domenica 3 febbraio 2019
BERGAMO CITY HALF MARATHON PER TARCISIO
Half marathon dei mille a Bergamo in Bergamo city run
Per la Running Cazzago presente Sartori Tarcisio che ha concluso in 1h48:15.
Con una tanto inaspettata quanto gradita tregua meteo, si é corsa
l’edizione 2019 della mezza maratona di Bergamo, half marathon dei mille. Dimenticando
La pessima gestione del recupero sacca a fine gare, tutto il resto molto ben organizzato
in una città che si rende sempre più bella con cura e attenzione invidiabile.
Percorso interamente cittadino con passaggi sulle vie più belle, compresa la
città alta, e percorso relativamente facile, grazie alla partenza dalla città
alta che rende i primi km veloci.Tempo personale in linea con gli ultimi appuntamenti,
relativamente alto con 1:48:16 ma al tempo stesso gratificante visto l’attuale
forma. Sarebbe bello tornare e correre anche nel 2020.
Nella gara principale affermazione dell'aviere Francesco Bona che taglia il traguardo dopo 1h07'51" precedendo Giovanni Gualdi (1h09'38") e Claudio Chiarini (1h16'54").
Al femminile Eliana Patelli chiude in 1h19'41", dietro di lei Giulia Montagnin (1h20'09") e Giovanna Ricotta (1h20'36").
domenica 20 gennaio 2019
Vaffan#ç?§, io esco a correre! Di Sandro Siviero - Dic 28, 2018
Era proprio necessario mettere una parolaccia (anche se censurata)
nel titolo? Sì, in questo caso sì. Non per la parola fine a se stessa ma
per quello che rappresenta in questo caso: un’esclamazione di
esasperazione a cui rispondi quando esci a correre.
Ci sono giorni più di altri, momenti della vita più di altri, in cui –
pur non essendo un serialkiller sociopatico – hai bisogno di mollare
tutto e tutti per concentrarti solamente su di te, sulle tue
riflessioni, sul pensiero verso te o le persone che contano davvero per
te.
Quindi molli tutto ed esci a correre. Perché solo in quel momento
riesci a lasciarti alle spalle tutti i bagagli mentali (e fisici)
inutili per prenderti un momento di vacanza. Fosse anche un momento di
vacanza dalle vacanze, come in questo periodo.
Lo so che è bello stare in mezzo alle persone ma, a volte, c’è bisogno anche di un po’ di silenzio; un momento in cui riordini l’armadio mentale del pensieri e, magari, fai pure il cambio di stagione. È un lusso che possiamo prenderci ma che frequentemente scordiamo.
Lo so che è bello stare in mezzo alle persone ma, a volte, c’è bisogno anche di un po’ di silenzio; un momento in cui riordini l’armadio mentale del pensieri e, magari, fai pure il cambio di stagione. È un lusso che possiamo prenderci ma che frequentemente scordiamo.
In quel momento, quando esci a correre, anche la nebbia gelida che ti
congela le sopracciglia diventa un’amica, anche il freddo, anche il
buio.
Connettiamoci con la natura
Troppo spesso diamo per scontata l’importanza del contatto con la
natura. Viviamo stipati e costretti in palazzi, in contesti urbani
claustrofobici, spazi in cui il verde è un lusso per pochi. Situazioni
in cui il concetto di “esclusività”, se ci pensi, è legato sempre a una
densità umana molto bassa attorno a noi.
La natura ci fa invece trovare il ritmo giusto, le distanze giuste,
il respiro giusto. Ci permette – accogliendoci – di connetterci a lei e,
di conseguenza, con noi stessi.
Qualche tempo fa parlavo con Folco Terzani
perché anche lui corre ma lo fa a piedi nudi; e quando gli ho chiesto
il perché, con la sua meravigliosa serenità, mi ha risposto “per avere
sempre il contatto con mamma terra“.
Probabilmente è davvero questa la chiave di lettura della corsa:
riconnetterci con quello che siamo, con il nostro tempo, con il luogo da
cui veniamo, con le persone che davvero vogliamo.
Vuol dire correre da soli?
Non necessariamente. Io mi alleno da solo nel 99% dei casi e questo
“vaffan#ç?§” a volte è indispensabile. Un taglio netto con la
quotidianità, con la noiosa routine, per correre verso di noi. Ma
possiamo anche farlo in compagnia, con le persone a cui vogliamo bene,
con le persone che davvero vogliamo attorno, con la dimensione vera di
noi stessi.
Insomma, per parafrasare una pubblicità di qualche anno fa: fermate il mondo, voglio correre!
Tratto da Runlovers.
domenica 6 gennaio 2019
IMPARARRE DAL CAMPIONE(TRATTO DA RUNLOVERS)
Imparare dal campione
Ormai ho superato i 40 anni da un po’ e una delle cose più
importanti che ho imparato è che si cresce, si migliora più velocemente
quando si può arricchire la propria esperienza usando quella degli
altri. Basta avere l’umiltà e la voglia di farlo.
Basta avere la capacità di vedere le cose e trarne ispirazione. Ed ecco che arrivo al punto. Abbiamo tanti esempi nella nostra vita, alcuni straordinari, quindi perché non trarre vantaggio da chi eccelle? Perché non imparare dal campione?
Basta avere la capacità di vedere le cose e trarne ispirazione. Ed ecco che arrivo al punto. Abbiamo tanti esempi nella nostra vita, alcuni straordinari, quindi perché non trarre vantaggio da chi eccelle? Perché non imparare dal campione?
Qualche sera fa ho sentito una frase che parlava di Michael Phelps – spero tu sappia già chi è, altrimenti va’ qui – e metteva l’accento sul fatto che lui si allenava anche il giorno di Natale, quando tutti i suoi avversari erano fermi.
Gli era utile quell’allenamento in più? Certamente non sul piano atletico, ma su quello mentale era utilissimo. Quando Phelps era ai blocchi di partenza, prima di entrare in acqua, sapeva di avere davanti atleti straordinari esattamente come lui ma sapeva anche di aver messo un mattoncino più degli altri nella sua preparazione, sapeva di essersi allenato anche il giorno di Natale.
Gli era utile quell’allenamento in più? Certamente non sul piano atletico, ma su quello mentale era utilissimo. Quando Phelps era ai blocchi di partenza, prima di entrare in acqua, sapeva di avere davanti atleti straordinari esattamente come lui ma sapeva anche di aver messo un mattoncino più degli altri nella sua preparazione, sapeva di essersi allenato anche il giorno di Natale.
È il solito post motivazionale sul non mollare mai?
No, tranquillo, questo non è un inutile pippone su quanto siamo stati
bravi ad aver corso anche il 25 dicembre per digerire meglio il pandoro
(o il panettone, siamo democratici); quindi dove voglio arrivare?
Voglio mettere l’accento su quanto sia importante costruire, aggiungere mattoni alla costruzione del nostro essere atleti, persone, professioni, studenti, fidanzati, genitori o quello che vuoi. E la corsa questo ce lo insegna ogni giorno.
Non ti improvvisi qualcuno o qualcosa, devi esserlo. E lo divieni un passo alla volta, giorno per giorno. Ecco cosa vuol dire imparare da un campione.
Voglio mettere l’accento su quanto sia importante costruire, aggiungere mattoni alla costruzione del nostro essere atleti, persone, professioni, studenti, fidanzati, genitori o quello che vuoi. E la corsa questo ce lo insegna ogni giorno.
Non ti improvvisi qualcuno o qualcosa, devi esserlo. E lo divieni un passo alla volta, giorno per giorno. Ecco cosa vuol dire imparare da un campione.
Cristiano Ronaldo – ti piaccia oppure no, lasciamo stare gli inutili
tifi calcistici – è un atleta che non si ferma, che sa che il
miglioramento lo si costruisce in allenamento. La vittoria nasce lì, da
una ferrea disciplina.
Noi però non vogliamo vincere le olimpiadi e non vogliamo arrivare
primi a una maratona o a un triathlon – solo pochi hanno questa
ambizione – quindi dobbiamo dirottare e usare questo atteggiamento che
arriva dai campioni verso un obiettivo a noi raggiungibile: la gara.
It’s what you do in the dark, that puts you in the light
Torno a Phelps e alla headline di uno spot di qualche anno fa che lo vedeva protagonista.
È proprio grazie al mattoncino che aggiungiamo ogni giorno – magari in una giornata fredda e nebbiosa oppure sotto alla pioggia – che riusciamo a presentarci sereni alla linea di partenza di una gara. È proprio grazie all’allenamento che farai oggi, domani, e a quello dopo ancora che riuscirai a goderti la gara dall’inizio alla fine e a vivere con soddisfazione l’esperienza.
È proprio grazie al mattoncino che aggiungiamo ogni giorno – magari in una giornata fredda e nebbiosa oppure sotto alla pioggia – che riusciamo a presentarci sereni alla linea di partenza di una gara. È proprio grazie all’allenamento che farai oggi, domani, e a quello dopo ancora che riuscirai a goderti la gara dall’inizio alla fine e a vivere con soddisfazione l’esperienza.
E dopo?
Dopo c’è la parte più bella, perché si ricomincia e abbiamo già
iniziato una bellissima costruzione. E possiamo continuare a imparare
dal campione.
Il video di cui ti parlavo è questo. Dedicagli 90 secondi, li merita tutti.
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